La scienza è condivisione, curiosità e un po’ di magia… quindi chi meglio dei bambini per fare degli esperimenti di laboratorio?

Laboratorio… di cosa?
Lunedì 21 luglio sono stata invitata dalla Dott.ssa Alice Romagnoli (che già avete conosciuto ad uno dei nostri aperitivi) a partecipare ad una giornata di divulgazione al centro estivo di Porto Sant’Elpidio organizzato dall’associazione “La Bussola”.
Il pubblico non era affatto facile, infatti dovevamo ideare delle attività diverti e non banali per bambini dai 4 agli 8 anni, che fidatevi sanno essere dei giudici molto severi! Dopo qualche giorno di brainstorming con la Dott.ssa Alice abbiamo deciso di portare due attività di laboratorio: l’estrazione del DNA dalla banana (legata alla biologia molecolare) e i fluidi non newtoniani (legati al mondo della fisica).
I bambini erano divisi in due gruppi e alternandosi hanno potuto fare entrambe le attività.
Laboratorio di biologia molecolare: estrazione del DNA
Il laboratorio di Biologia Molecolare è stato condotto dalla Dott.ssa Alice Romagnoli, ricercatrice e docente dell’UNIVPM che nella sua carriera ha spiegato varie volte il DNA… ma che parole usare per un pubblico di bambini?
L’esperimento riguardava l’estrazione del DNA dalla frutta, in questo caso dalla banana, in modo che quest’ultimo potesse essere visualizzato come dei filamenti gelatinosi.

Prima di far vedere l’estrazione del DNA dalla banana, Dott.ssa Alice ha spiegato che cos’è il DNA, in particolare con un gioco in cui i bambini interpretavano le basi azotate (Adenina, Timina, Citosina e Guanina) e dovevano accoppiarsi correttamente (Adenina con Timina e Citosina con Guanina).
Dopo di che con tutti materiali che si possono reperire anche a casa (alcool, sapone, banana, colino etc.) ha proceduto con l’estrazione.
Dal laboratorio alla teoria… perché funziona?
Partiamo con lo schiacciare la banana con una forchetta, questo serve a rompere le pareti cellulari (in verde nell’immagine della cellula) e permettere così di poter interagire con il DNA, a cui altrimenti non avremmo accesso.
Successivamente viene aggiunto il detersivo per i piatti per andare a dissolvere le membrane cellulari (in giallo nell’immagine della cellula), mischiato con sale per neutralizzare le cariche del DNA, separandole dall’acqua e permettendone la precipitazione con l’alcool.
Il miscuglio viene filtrato attraverso un colino in modo da rimuovere la maggior parte della purea di banana, tenendo soltanto il filtrato.
A questo punto l’alcool viene aggiunto al filtrato, reagisce con il DNA che precipita, andando quindi a creare 3 distinte fasi nella provetta: l’alcool, i filamenti gelatinosi di DNA e il filtrato con il detersivo e senza DNA.


Laboratorio di fisica: i fluidi non newtoniani

Io mi sono occupata del laboratorio di fisica sui fluidi non Newtoniani. Abbiamo miscelato dei fluidi non newtoniani, ossia delle soluzioni che se immergiamo lentamente la mano si comportano da liquidi, se invece viene immersa velocemente si comportano da solidi.
Dentro questa soluzione abbiamo inserito delle biglie di vetro. I bambini dovevano fare un percorso, correre ed estrarre tutte le biglie dalla bacinella nel minor tempo possibile.
Prima avevamo spiegato il funzionamento dello strano liquido e avevamo fatto delle prove in cerchio, ma è sicuramente più difficile estrarre lentamente la biglia con l’adrenalina del gioco!
Dal laboratorio alla teoria… perché funziona?
Ma che cosa sono scientificamente i fluidi non newtoniani? Sono dei fluidi che non rispettano la legge di Newton della viscosità.
Ma facciamo un passo indietro. Tutto parte dalla viscosità, una caratteristica dei diversi fluidi che potremmo pensare a quanto un fluido sia più o meno denso. Alcuni esempi di fluidi dai più ai meno viscosi vediamo: pece, miele, olio e acqua.
Per i fluidi newtoniani la viscosità è indipendente dalla velocità con cui entriamo in contatto con il liquido; quindi, ad esempio se noi immergiamo un cucchiaio nel miele più o meno veloce, comunque il miele avrà sempre la stessa consistenza.

Per i fluidi newtoniani non è così. Infatti, sono delle particolari soluzioni per le quali avvicinando velocemente la mano alla superficie del liquido, si comporterà come un solido. Avvicinandovisi lentamente si comporterà come un liquido. Quindi nel momento in cui i bambini provavano ad estrarre velocemente la biglia, questa rimaneva bloccata al suo interno. Quando immergevano piano la mano e la tiravano su lentamente, poteva essere facilmente estratta.
Ma quindi com’è andata?
Non solo i bambini sembravano divertiti, ma anche i ragazzi dello staff dell’associazione “La Bussola” sono stati partecipi ed entusiasti di poter sperimentare un po’ di scienza, s in queste giornate estive. Finiamo quindi con il ringraziare la Dott.ssa Alice e l’associazione la Bussola per averci invitato per questa bellissima esperienza.







