Ciao Mondo pt. 6 – Sharper Edition

Il 26 Settembre 2025 abbiamo partecipato alla Notte dei Ricercatori (o per meglio dire… della ricerca?) ad Ancona. Quest’anno abbiamo portato più attività, se te le sei perse, ti va di scoprire cosa abbiamo fatto?

Il team




Sharper: l’evento che avvicina la scienza alle persone comuni.

Se pensi ad uno scienziato come te lo immagini?  Potresti pensare ad una figura in bilico tra il genio e la follia, magari un po’ scompigliato ed eccentrico. O magari pensi ad una figura austera, fredda e razionale, che usa un linguaggio particolarmente forbito con parole spesso lunghe e indecifrabili (come acido desossiribonucleico). Forse pensi che il lavoro del ricercatore sia un lavoro solitario, fatto di microscopi, provette e tanti dati incomprensibili da interpretare al computer o su strani strumenti.

Magari ti chiedi anche a cosa servano tutti quei fondi destinati alla ricerca. A cosa potrà mai servire studiare il genoma delle vongole o sequenziare quello di un mammut di un milione e mezzo di anni fa? Che utilità concreta potrà mai avere passare la vita a esaminare i pennacchi di filamenti dei dinosauri?

Se conosci qualcuno che pensa ad uno scienziato come ad una figura mitologica, forse dovresti consigliargli di fare un salto a Sharper, la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori!

Con il termine “SHARPER” (SHAring Researchers’ Passion for Education and Rights) si indica un evento pensato per promuovere il dialogo tra giovani ricercatori e cittadini. L’evento avviene contemporaneamente in diverse città d’Italia coinvolgendo sia università che centri di ricerca, ma anche associazioni, proprio come la nostra! Noi abbiamo partecipato all’evento di Ancona. 

L’obiettivo è portare i risultati della ricerca scientifica a tutti, in modo divertente e accessibile. Si vuole affascinare anche chi si occupa di tutt’altro, ma sempre lasciando spazio alla complessità e a quel pizzico di mistero che può ispirare le nuove generazioni.




The clickbusters: IA e fake news

Ti è mai capitato di incappare su internet in un articolo con l’immagine di un coccodrillo in un canale di una città italiana accompagnato da un titolone allarmista? O magari siete incappati anche voi in quel video dei coniglietti che saltano sul tappeto elastico senza immaginare che si trattasse di un video realizzato con l’IA.

Impronta dialoga

A questo proposito, i nostri Greta e Simone hanno allestito un bellissimo stand in piazza Roma incentrato proprio sulle immagini create tramite l’IA e sulle notizie, spesso false, a cui ogni tanto si accompagnano. Greta, infatti, ci ha mostrato immagini di animali, spesso poco comuni, chiedendoci di identificare quelle realizzate con l’intelligenza artificiale. Lo scopo era insegnare alle persone come riconoscere le immagini di animali reali da quelli realizzati con l’uso dell’IA, sempre più diffuse. É stata una vera e propria missione di educazione digitale (e animale) rivolta a persone di ogni età (anche io ogni tanto ci sono cascata!).

L’utilizzo di queste immagini così spaventosamente reali, ma allo stesso tempo artefatte, rischia di svalutare il prezioso lavoro dei fotografi naturalisti. Ma non solo, queste immagini potrebbero perfino confonderci sulla reale anatomia degli animali allenando la nostra percezione in maniera del tutto errata.

Quale è vero?

Ha insegnato a cercare indizi di un articolo che non ha lo scopo di informare, bensì di creare allarmismo e di indurci a cliccare. Ha inoltre accompagnato a cercare dei titoli più adatti che potessero descrivere le notizie senza creare pregiudizi nel lettore. 

Quale è vero?

Potremmo perfino arrivare a scambiare delle immagini di animali e insetti del tutto reali per immagini realizzate con l’IA. I motivi? I loro colori così vivaci potrebbero indurci a pensare che siano frutto dell’IA, pur non essendolo.

Simone, invece, ci ha accompagnato a scoprire come i titoli di giornale possano stravolgere la nostra percezione di un argomento. Ha mostrato veri titoli che accostavano concetti diversi tra loro per creare allarmismo, dubbi sull’etica o sulla nocività di alcuni alimenti.

Follia in provetta
Follie in provetta



Sognavo di essere…

Le ricercatrici donne si sono spesso distinte per eccellenti qualità e scoperte meritevoli dei più prestigiosi premi. Eppure, spesso dimenticate, ignorate, denigrate, hanno dovuto combattere per i propri diritti.


Per ispirare le future ricercatrici, Valentina e Agnese hanno narrato storie di donne nella scienza. Ricercatrici che hanno dovuto affrontare ogni sorta di discriminazione, proprio come Rita Levi Montalcini, ebrea ai tempi del fascismo in Italia. Donne che hanno fatto scoperte e invenzioni che hanno posto le basi della moderna tecnologia come Hedy Lamarr, un’attrice di Hollywood che durante la Seconda Guerra Mondiale inventa una tecnologia di comunicazione segreta che ha posto le basi per il moderno wi-fi.

Donne per la scienza

Questo viaggio è proseguito in Kenya, dove una donna, Wangari Maathai, non solo è stata la prima a laurearsi e a conseguire un dottorato. Ma non solo, per il suo impegno come attivista è stata anche la prima donna africana a vincere il premio Nobel per la Pace nel 2004.

Le loro storie però ricordano qualcosa che, tristemente, sta accadendo anche oggi. Il nostro viaggio prosegue in Palestina, dove Samah Jabr, psichiatra palestinese e importante voce politica e sociale, combatte per la salute mentale del proprio popolo

Queste erano solo alcune delle storie che ci hanno emozionato e ispirato con il loro coraggio.

Agnese e Valentina hanno concluso il loro commovente intervento con una lunga lista di donne, scienziate e attiviste palestinesi, lasciandoci in una valle di lacrime. 





Microplastiche: un brindisi amaro per le nostre arterie

Mentre gli stand in Piazza Roma, che fino a poco prima brulicavano di persone curiose, lasciavano spazio ad una piazza vuota, Piazza del Papa stava cominciando a riempirsi.
Una piazza piena di piccoli locali dove fermarsi per un boccone, un calice di vino e, perché no … un bel quiz sulla scienza!

Quiz

I protagonisti? Due professori e ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche: la professoressa Laura Graciotti e il professor Gianluca Fulgenzi. Insieme ci hanno portato alla scoperta di una loro innovativa ricerca sulle microplastiche pubblicata su una rivista di grande prestigio.

Grazie a quiz e domande interattive abbiamo introdotto il problema delle microplastiche. Ogni anno ad esempio gettiamo in mare fino a 11 tonnellate di plastica, l’equivalente di 280 balene al giorno!

Interrogando l’uditorio, in molti sapevano del rischio derivante dall’utilizzo di contenitori e imballaggi di plastica, abbigliamento sintetico.
Ma sottovalutavano l’impatto dell’inquinamento atmosferico. Molte delle microplastiche che inaliamo, infatti, derivano proprio dalla degradazione degli pneumatici! E ancora, prodotti per la cura del corpo come glitter, scrub e perfino i dentifrici con i microgranuli, in grado di disseminare microplastiche in organi e tessuti.

A causa della loro dimensione così ridotta, le microplastiche sono state trovate in quasi tutti i tessuti umani: sangue, latte materno, placenta e perfino nelle arterie!

Microplastiche

Microplastiche nelle arterie

Laura Graciotti e Gianluca Fulgenzi sono stati tra i primi a scovare le microplastiche. Ci hanno accompagnato a scoprire sofisticatissimi strumenti come il microscopio elettronico a scansione e a trasmissione. Strumenti enormi e costosissimi, che occupano intere stanze e richiedono un altissimo livello di conoscenza tecnica e precisione. Le microplastiche, trovate nelle placche nelle arterie umane sono correlate ad un maggior rischio di avere infarti e ictus. 




Grazie del vostro supporto!

Ringraziamo gli ospiti del nostro apericena Scientifico e i professori Laura Graciotti e Gianluca Fulgenzi per aver raccontato la loro ricerca!

Grazie a Mattia Crivellini e all’organizzazione di Sharper per aver dato così tanto spazio alle nostre idee e alla nostra creatività. 

E in ultimo grazie a chi ci ha supportato, a chi si è messo in gioco con noi, a chi si è fermato ad ascoltarci.  Ci vediamo al prossimo evento!


Olga Strogovets

Fonti e materiale di approfondimento:

Microplastics and Nanoplastics in Atheromas and Cardiovascular Events – PubMed

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