GHIACCIAI: QUANTO NE SAPPIAMO DAVVERO DI QUESTI GIGANTI BIANCHI? 

Approfondendo quanto detto anche nella nostra rubrica su Instagram “I ghiacciai di Schrödinger”: non sono solo ammassi bianchi che abbelliscono le cime delle montagne o i circoli polari della nostra Terra! E tu lo sapevi che…

Victor Maldoror, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
Non stanno solo ai poli…

Ghiacciai e calotte polari ricoprono attualmente circa il 10% della superficie terrestre. Sono più estesi ai poli, dove i raggi solari arrivano praticamente paralleli al terreno determinando un potere radiante minore (il sole scalda meno).  Difatti le calotte polari antartica e groenlandese detengono rispettivamente il 91% e l’8% del ghiaccio totale. Il restante 1% se lo spartiscono America, Africa, Europa, Nuova Zelanda e Indonesia. In barba a quel che si possa pensare, infatti, sono distribuiti in maniera più o meno vasta su tutte le terre emerse eccetto una…provate ad indovinare quale? L’Australia!

 Savor the Cryosphere – Scientific Figure on ResearchGate. Available from: https://www.researchgate.net/figure/Global-distribution-of-glaciers-monitored.

Man mano che ci si sposta all’equatore il potere radiante del sole aumenta perché i raggi arrivano perpendicolari. Questo fa sì che i sistemi glaciali occupino principalmente altitudini elevate dove le temperature sono sensibilmente più fredde. 

Nelle zone tropicali, come in Ecuador e Iran, i sistemi glaciali si trovano sopra i 4000-5000 m di altitudine. Anche l’incidenza delle precipitazioni influenza l’altitudine dei ghiacciai, che occupano tendenzialmente quote inferiori nelle aree con abbondanti nevicate, come nel caso dei ghiacciai in Ecuador, che si trovano più in basso rispetto alle aree più aride in Bolivia.

Perché in Australia no?

A causa di diversi fattori. In primis il continente è centrato ai 30° di latitudine sud. La maggior parte delle zone che occupano questa latitudine, sia a nord che a sud dell’equatore sono tendenzialmente desertiche. E l’Australia non fa eccezione. Infatti, è il secondo continente più arido dopo l’Antartide dove le precipitazioni difficilmente superano i 200-250 mm di pioggia annui, eccetto sulle zone costiere. E se non nevica, difficilmente si formano i ghiacciai, manca per così dire la materia prima ovvero l’acqua in forma di neve. 

Un altro fattore che non gioca a favore dell’Australia è la sua conformazione topografica. Il territorio australiano è in gran parte pianeggiante e meno del 5% del territorio si trova ad un’altitudine superiore ai 600 m sul livello del mare. Questo impedisce la presenza di zone ad alta quota che facciano da “frigoriferi naturali” dove la neve che eventualmente cade possa trovare le condizioni di freddo necessarie per resistere ai periodi caldi estivi che ne determinerebbero la fusione. 

Ultime ma non meno importanti sono le temperature medie. Anche se in alcuni periodi e zone del continente scendono sotto lo zero Celsius, comunque non si mantengono tali tutto l’anno da garantire neve allo stato solido fino all’inverno successivo. 

Meglio di un coltellino svizzero…

I sistemi glaciali sono più che un semplice accumulo di neve, ghiaccio e detriti rocciosi. Di seguito vengono elencate alcune caratteristiche spesso ignorate.

1) Riserva di acqua dolce:

Sono il serbatoio di acqua dolce più grande del pianeta contenendone circa il 75%. Da questo serbatoio, infatti, le popolazioni possono attingere l’acqua potabile per dissetarsi, per condurre operazioni igienico-sanitarie e mandare avanti le attività agricole (irrigazione, abbeveraggio per gli animali, etc..) e industriali.

2) Producono energia:

L’energia idroelettrica proveniente dall’acqua di fusione dei sistemi glaciali, stando ai dati, fornisce circa il 16% dell’elettricità mondiale. In particolare, nelle regioni ad elevate latitudini o in alta quota dove le quantità di acqua immagazzinata sotto forma di neve o ghiaccio sono particolarmente abbondanti. In Svizzera, per esempio, l’energia idroelettrica proveniente da fiumi alimentati dall’acqua di fusione della coltre nevosa stagionale e dei ghiacciai rappresenta circa il 55% della produzione elettrica.

Percentuale di produzione di energia elettrica tramite centrali idroelettriche. Fonte: Hannah Ritchie and Max Roser, CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

3) Attrazione turistica e non solo:

È un’attrattiva in grado di richiamare il turismo da ogni dove. Attività turistiche tipiche possono andare dall’escursionismo (con attrezzature specifiche come ramponi e piccozze) allo sci, fino alle visite da piattaforme appositamente costruite, come quella del Perito Moreno. Altre attività includono visitare i ghiacciai utilizzando kayak sui laghi proglaciali (Møsevatnet, Norvegia), o diversi tipi di veicoli a motore come motoslitte, autobus, piccoli aerei, o in nave. I ghiacciai diventano così importanti opportunità per garantire lo sviluppo economico delle comunità locali mediante la necessità di guide esperte, servizi di vendita e noleggio di attrezzature, personale di sicurezza, ricerca e soccorso, infrastrutture di accesso, alloggi, servizi di ristorazione e negozi di souvenir.

In alcuni luoghi però la loro importanza è tale da trascendere anche l’aspetto puramente materiale. Tra i popoli delle Ande peruviane o dell’Himalaya nepalese, per esempio, essi acquisiscono ruoli spirituali ed estetici, incarnando significati simbolici e sacri.

Turismo sul ghiacciaio. Fonte: NASA Goddard Space Flight Center from Greenbelt, MD, USA, Public domain, via Wikimedia Commons

4) Storico:

Le informazioni contenute nella composizione chimica del ghiaccio, nell’aria intrappolata e le varie impurità terrestri, marine o biogeniche incorporate nella neve fresca possono fornire utili dati relativi al clima del passato: stime delle temperature, inquinamento atmosferico, tassi di precipitazione, nonché registrazioni dell’attività solare o dell’attività vulcanica. 

Inoltre, i ghiacciai sono tra i fenomeni naturali che più hanno modellato la superficie terrestre. Tramite azioni concertate di erosione, deposizione e deformazione avvenute durante le fasi di espansione e ritiro, hanno avuto origine numerose morfologie del terreno, distintive del passaggio 

Estrazione carota di ghiaccio. Fonte: Dargaud, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

stesso del ghiacciaio. Tra queste gli accumuli morenici, circoli e conche glaciali, fiordi, massi erratici e valli dall’iconico profilo ad U. Le strutture sopra citate vengono utilizzate per ricostruire la precedente estensione del ghiaccio durante i numerosi periodi glaciali del Pleistocene fornendo importanti indizi sul funzionamento passato e presente del sistema climatico globale. 

5) Regolazione ambientale:

Il ghiacciaio e le calotte polari sono degli ambienti difficili in cui sopravvivere (scarsità di cibo, temperature basse, forti venti) per cui la colonizzazione di questi ambienti è relativa ad una classe di organismi che con il tempo ha sviluppato degli adattamenti che sono specifici per la vita in luoghi estremi come questi. 

 La riduzione dei ghiacciai, oltre ad andare ad influenzare la biodiversità del nostro pianeta, ha pesanti ricadute anche sui cicli idrologici e biogeochimici, sulla regolazione del livello del mare (innalzamento) o sul funzionamento dei sistemi oceanici e climatici (riduzione dell’effetto albedo). 

Ma il clima è sempre cambiato…

I sistemi glaciali sono dei veri e propri termometri del cambiamento climatico. In questo momento storico la tendenza dei ghiacciai è la costante remissione del loro fronte. La causa è l’aumento della temperatura media globale. Tale aumento è imputabile principalmente all’immissione in atmosfera di gas ad effetto serra, primis tra tutti anidride carbonica, ma anche metano, ossidi di azoto e clorofluorocarburi. Di per sé la presenza di un minimo di questi gas nell’aria non rappresenterebbe un fattore negativo. Anzi, in loro completa assenza, la temperatura sulla superficie terrestre si stima sarebbe intorno ai -15°C, condizione che renderebbe problematica la vita per molti organismi. 

Ma dal 1750 (prima della Rivoluzione Industriale), ad oggi si è assistito ad una eccessiva immissione di anidride carbonica in aria, che è passata da valori di poco meno di 280 ppm fino a 422,7 ppm nel 2024 e la tendenza è in crescita, con conseguente innalzamento della temperatura media globale. Quello che preoccupa di più però è l’andamento. Infatti, non è solo il fatto che dal 1750 ad oggi i valori di anidride carbonica sono cresciuti del 50%, piuttosto che la crescita non abbia un decorso costante ma stia accelerando a ritmi esponenziali.

La crescente industrializzazione, la combustione di combustibili fossili (petrolio, carbone, etc..), nonché la costante deforestazione che fa fronte ad una popolazione sempre più numerosa e longeva stanno modificando le dinamiche del nostro pianeta. In particolare stanno alterando i fragili equilibri che regolano la presenza di gas serra in atmosfera al pari delle più potenti calamità naturali come eruzioni vulcaniche e meteoriti. I ghiacciai montani, tendenzialmente più piccoli e situati a latitudini inferiori sono più suscettibili alla fusione rispetto alle calotte polari. Di questo passo, la maggior parte sparirà entro la fine del secolo determinando non pochi problemi.  

Livelli di CO2 negli ultimi 800 000 anni. Fonte: Leland McInnes at the English-language Wikipedia, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

Piccola riflessione finale…

I ghiacciai montani sparsi per il mondo contengono oltre due terzi di tutta l’acqua dolce presente sulla Terra. I ghiacciai dell’Himalaya, ad esempio, sono la fonte di alimentazione di sette grandi fiumi in Asia, fornendo una fonte d’acqua per oltre un terzo della popolazione mondiale. Queste popolazioni, e altre realtà che basano il loro sostentamento sulla presenza dei ghiacciai potrebbero trovarsi in condizioni di scarsità d’acqua dolce e insicurezza alimentare entro la fine del secolo.

Collegato alla fusione dei ghiacciai c’è poi il problema del potenziale innalzamento del livello marino. Si stima che almeno 200 milioni di individui che abitano le zone costiere potrebbero essere minacciati dall’innalzamento del livello dei mari che vedranno l’amplificarsi di fenomeni come l’erosione delle coste e le mareggiate. Non per ultimo, i ghiacciai sono potenti regolatori del clima terrestre in grado di alterare la circolazione di venti (freddi) e correnti marine (mediante l’acqua di fusione), nonché in grado di sequestrare al loro interno gas clima alteranti come anidride carbonica e metano. Una loro scomparsa sicuramente contribuirebbe a modificare in maniera drastica i sistemi ecologici del pianeta e il suo assetto climatico globale.

Tutto questo non vuole essere semplicemente un monito per il futuro, quanto più una spinta a preservare questi ambienti tramite una migliore conoscenza e coscienza dei sistemi glaciali. Sistemi glaciali che sono più di un mero accumulo di neve sporca: da una parte rappresentano un apparato ben integrato e partecipativo al mantenimento degli equilibri naturali sul nostro Pianeta e dall’altra sono elemento ampiamente integrato nel tessuto, sociale, culturale ed economico di molte realtà umane. 

Simone Valentini

Fonti

Cuffey K.M, Paterson W. S. B. (2010). The physics of glaciers. Academic Press;

Aber S. James, Marzolff Irene and Ries B. (2010) Chapter 12 – Glacial Geomorphology. Amsterdam: Elsevier;

Fowler A. C. (2003) GLACIERS. Oxford: Academic Press;

Baccolo Giovanni, I ghiacciai raccontano, Noventa padovana, People srl, 2025;

National Snow and Ice Data Center a part of CIRES at the University of Colorado Boulder: https://nsidc.org/learn/parts-cryosphere/glaciers/science-glaciers;

Hughes, L. Climate change and Australia: key vulnerable regions. Reg Environ Change 11 (Suppl 1), 189–195 (2011). https://doi.org/10.1007/s10113-010-0158-9;

Dovey Liz. Australia’s Biodiversity and Climate Change, books.google.com, 2009:

Varnajot, A., & Salim, E. (2025). The hauntology of climate change: glacier retreat and dark tourism. Tourism Geographies27(1), 102–119. https://doi.org/10.1080/14616688.2024.2328607;

Sophie Cauvy-Fraunié, Olivier Dangles. A global synthesis of biodiversity responses to glacier retreat. Nature Ecology & Evolution, 2019, 3 (12), pp.1675-1685. ⟨10.1038/s41559-019-1042-8⟩. ⟨hal-04898147⟩;

https://www.climate.gov/news-features/understanding-climate/climate-change-atmospheric-carbon-dioxide;

Lonnie G. Thompson, Mary E. Davis, Ellen Mosley-Thompson, Stacy E. Porter, Gustavo Valdivia Corrales, Christopher A. Shuman, Compton J. Tucker, The impacts of warming on rapidly retreating high-altitude, low-latitude glaciers and ice core-derived climate records, Global and Planetary Change, Volume 203, 2021, 103538, ISSN 0921-8181, https://doi.org/10.1016/j.gloplacha.2021.103538;

S.J. Marshall, Surface Water, Reference Module in Earth Systems and Environmental Sciences, Elsevier, 2013, ISBN 9780124095489, https://doi.org/10.1016/B978-0-12-409548-9.05924-8;

Schaefli, B. & Manso, Pedro & Fischer, Mauro & Huss, Matthias & Farinotti, Daniel. (2017). The role of glacier retreat for Swiss hydropower production. 10.31223/osf.io/7z96d.

Condividi:

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Naturalmente affascinato dai fenomeni che regolano il mondo che ci circonda. Mi piace un sacco anche la fotografia, disegnare, dipingere, l’attività sportiva e tanto altro ancora ma tutto in queste poche righe non ci sta. Ho una laurea magistrale in Chimica Industriale all’Università di Pisa e attualmente lavoro come divulgatore scientifico ed educatore al Muse di Trento (museo delle scienze).

Vedi tutti gli articoli

Seguici su

Gli articoli più popolari

Rimani sulle nostre tracce

Iscriviti alla newsletter di Impronta Animale

No inviamo spam, solo notizie delle nostre attività ed iniziative

Altro da Impronta Animale

Altre Impronte

Articoli correlati

Origini cosmiche della vita

I campioni incontaminati degli asteroidi Ryugu e Bennu rivelano basi azotate cosmiche, suggerendo che i mattoni della vita si formano naturalmente nello spazio Negli ultimi