HARRY POTTER: LA MAGIA DELL’AUTO VOLANTE E’ REALTA’

Tutti prima o poi abbiamo avuto a che fare con il maghetto più famoso del mondo, ma quale è il confine tra la scienza e la magia di Harry Potter?

“Wingardium Leviosà!”

Niente, non ne vuole proprio sapere. Aspettate che ci riprovo. 

“Wingardium Leviosà!” 

Ancora nulla. Oh, ma dove sbaglio? Ah, ho capito. È Leviosa non Leviosà. Vediamo se ora…

“Wingardium Leviosa!” 

Ah, finalmente la mia auto ha preso il volo. Peccato che sta volando senza di me. Pazienza! 

Come dite? Non credete che l’auto possa volare? 

È una affermazione che mi aspetterei da un babbano e non da voi, che siete apprendisti maghi e streghe, ovvero scienziati ancora ignari di esserlo. Eh già, perché il confine tra magia e scienza è molto sottile. Tanto è che la magia dell’auto volante è realtà! 

CRONISTORIA DELL’AUTO VOLANTE

Le aviomobili (così chiamate nel gergo tecnico), ovvero quelle strane creature mitologiche metà auto e metà aeroplano, fanno la loro prima comparsa nel 1917, grazie al pioniere dell’aviazione Glenn Curtiss. Immaginate un’auto con le ali…ma che non vola. Insomma, Curtis aveva progettato un’auto strana e ingombrante, difficile da lasciare in garage.  

Ok! Il primo tentativo di auto volante non è stato un successo. Però, le cose cambiano nel 1947, quando il destino dell’auto volante … è ancora peggiore. Durante un test di volo, la ConvAirCar precipita al suolo, portando nel baratro anche il pilota. 

Figura 1 ConvAirCar Model 118, uno dei primi prototipi di auto volante, Space and Aviation Museum

Dobbiamo aspettare il 1949 per vedere la prima auto volante certificata: l’Aerocar di Molt Taylor. Tuttavia, il mercato non era ancora pronto a commercializzare tali veicoli, tantomeno l’industria era propensa alla produzione di massa. Così, il sogno di volare su una DeLorean (come in Ritorno al Futuro) svanisce nel nulla. 

L’entusiasmo rimane sopito fino al 2017, quando Stefan Klein (l’inventore, non lo scrittore) sviluppa l’AirCar: la prima auto volante certificata (2022) e funzionante

Con uno stile da coupé sportivo (ricorda una Mercedes S-Class) è esteticamente lontana dalla Ford Anglia, guidata da Ron ed Harry (sempre bella agli occhi di noi intenditori). La scocca in fibre di carbonio ospita un cuore pulsante in metallo, ovvero un motore BMW da 139 cavalli, leggermente più potente di una scopa di Quidditch

E qui avviene la magia: in soli due minuti, le ali a gabbiano si dispiegano dai fianchi, trasformando l’auto in una macchina volante. Può volare per 1.000 km a un’altitudine di 2.500 metri, e ha 40 ore di autonomia. Purtroppo, a differenza di una scopa, ha bisogno di una pista di 300 metri per decollare. Quest’auto non rappresenta solo il perfetto connubio tra arte (per il design avanguardista) e scienza (per la meccanica), ma anche tra tecnologia e magia, la stessa che ha alimentato il cuore dell’uomo e lo ha spinto a creare il futuro.  

L’AUTO VOLANTE E IL MAGICO FUTURO DELLA MOBILITÀ

L’azienda tedesca E-Volo ha presentato il Volocopter 2X, un velivolo elettrico a decollo verticale, che sostituirà i moderni taxi per il trasporto urbano. Stessa visione proviene da Uber, pronta a rivoluzionare la mobilità con il progetto Uber Elevate, grazie a cui vedremo taxi volanti. 

Poi c’è la Airbus che, in collaborazione con ItalDesign e Audi, sta lavorando su Pop Up: un’auto elettrica a guida autonoma, capace di trasformarsi in un drone volante (una specie di transformer). 

Anche gli italiani non sono da meno (finalmente ci distinguiamo in qualcosa che non sia la cucina). La SEA Milan e la Skyports hanno firmato un accordo per un servizio di verti-porti. Intanto, a Roma è nato Urban Blue per i collegamenti tra gli aeroporti e i centri cittadini. 

Figura 2 Pop Up, Next_motor show Geneva 2018.

SOGANDO DI VOLARE

Chissà perché il desiderio di volare è sempre stata una prerogativa umana. Forse, è per il senso di libertà che si prova librandosi in aria. Oppure, è perché non apparteniamo a questo mondo, ma ad una dimensione ultraterrena a cui cerchiamo disperatamente di fare ritorno. 

Ed ecco comparire i primi congegni volanti (che non hanno mai spiccato il volo) di Leonardo Da Vinci. I progetti di George Cayley e Otto Lilienthal, che nel XX secolo posero le basi per la meccanica del volo. Ancora, i fratelli Wright che divennero i pionieri dell’aviazione, aprendo la corsa alla conquista dei cieli.

E come dietro ad ogni visione c’è un sogno, così dietro ogni magia c’è una scienza

Infatti, i veicoli riescono a volare grazie alla fisica. Le ali hanno una forma che consente al flusso d’aria di muoversi più velocemente nella zona superiore, rispetto a quella inferiore. Ergo, in basso c’è una pressione maggiore, che spinge l’ala (e l’aereo) verso l’alto. È la portanza

In maniera analoga, se prendete un profilo alare e lo rovesciate, avrete che la velocità del flusso d’aria nella parte superiore sarà minore di quella inferiore. Quindi, l’ala sarà spinta verso il basso. Questo fenomeno è chiamato Deportanza! Ed è questo che genera l’alleatone della auto da corsa. Non a caso, l’alettone è un’ala rovesciata ed è un’innovazione di stampo aerospaziale, a rimarcare lo stretto connubio tra settore aeronautico/aerospaziale e automobilistico. 

Insomma, automobili e aerei nascono da settori che convivono e si alimentano da sempre. 

Che bello sarebbe se le auto volanti fossero comuni come le scope magiche nel mondo di Harry Potter. Potremmo sollevarci da terra e sfrecciare nel cielo, liberi dai vincoli spaziali e geografici. 

Tuttavia, potrebbero esserci molti più pericoli ed imprevisti. Immaginate che macello schivare volatili, aerei, oggetti volanti non identificati, palazzi… E i sorpassi? Li facciamo a destra, a sinistra oppure di sopra o di sotto? Senza considerare possibili guasti e avarie. Avrei così tanto paura, tanto da camminare con la testa sempre rivolta al cielo per evitare eventuali pericoli. Però, mi verrebbe il torcicollo e rischierei di finire sotto un’auto stradale. Insomma, sarà necessaria una forte regolamentazione, atta a gestire un traffico aereo nuovo e a prevenire possibili incidenti. Però, la meraviglia del volo non potrà mai essere lenita da queste complicazioni. E chissà, forse un giorno tutti potranno provare la magia di volare, proprio come i maghi di Hogwarts.

Mario Russo

Riferimenti 

  1. Il mercato delle autovolanti è decollato”, Marco Trabucchi, Wired, 2024  
  2. Italdesign, mezzo secolo di storia tra prototipi e auto volanti”, Francesco Menenghini, Motor.com, 2018
  3. “Auto volante”, Wikipedia
  4. Chi dice che il cielo è il limite? Le auto volanti sono realtà”, Mario Russo, passionemotori.com, 2025

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Laureato in Ingegneria Meccanica. Da sempre appassionato di arte, scienza e tecnologia. Un inguaribile nerd, un tipo bizzarro con tendenze filosofiche, e un approccio alla scienza anticonvenzionale, perché c’è un modo spregiudicatamente artistico nel fare Scienza!

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