Perché un dinosauro vissuto 100 milioni di anni fa possedeva una cresta così strana e come influenzava la sua vita? Ci sono animali oggi viventi che hanno caratteristiche simili a questo gigante del Cretaceo?

Il 2026 si sta rivelando un anno importante per la paleontologia date le numerose scoperte. Non si può non menzionare la recente descrizione di Spinosaurus mirabilis, nuova specie del genere Spinosaurus, strettamene imparentata con il ben più conosciuto Spinosauro, S. aegyptiacus.
Quest’ultimo si è reso protagonista in pellicole cinematografiche come Jurassic Park 3 (2001), dove è
presentato con la vecchia anatomia poi radicalmente modificata con la descrizione della coda del
2020, e nella recente saga di Jurassic World.

La storia della scoperta
Ma parliamo della nuova specie, S. mirabilis. La scoperta sul campo di questi fossili risale a recenti campagne paleontologiche avvenute tra il 2019 e il 2022 nello stato del Niger, in Africa. Più precisamente all’interno del deserto del Sahara nella formazione Farak dove sono presenti i depositi fossiliferi che si trovano nella fascia centrale dello stato. Le campagne di scavo avevano come obiettivo quello di studiare l’ambiente e la biodiversità del Cretaceo, di circa 98 milioni di anni fa raccogliendo reperti ossei appartenuti a varie specie che coesistevano.
Il risultato è un ambiente lagunare con coste poco profonde per via della presenza di molte ossa di pesci e a coccodrilli. Inoltre, sono stati scoperti fossili di sauropodi, dinosauri dal collo lungo, pterosauri, rettili volanti, e teropodi di grandi dimensioni come Carcarodontosaurus e Spinosaurus, i quali erano predatori selettivi: i carcarodontosauri cacciavano e si nutrivano relativamente di sauropodi e grandi dinosauri erbivori mentre lo spinosauro era specializzato nel catturare prede in ambienti acquatici come pesci. Questo lo si può notare dalla forma del suo cranio allungato e dai suoi denti conici.

Un dinosauro con una scimitarra?
Nei vari siti di scavo sono stati recuperati alcuni esemplari di S. mirabilis, tutti immaturi ed estremamente frammentari. Questo ha permesso di ricostruire, come in un puzzle, l’anatomia del dinosauro. Tra questi esemplari si trova anche l’olotipo, l’esemplare su cui si basa la descrizione di questa nuova specie. Gli elementi di maggior interesse sono quelli legati al cranio dove sono presenti caratteri utili a trovare le differenze con specie già note. Mentre lo scheletro post craniale, la restante parte del corpo ad eccezione della testa, mostra l’età e le dimensioni totali.
Purtroppo, in questo caso, sono stati trovati solo pochissimi frammenti, tibia e poche vertebre, che hanno dato poche informazioni. Date le proporzioni di alcune ossa del cranio, i paleontologi attribuiscono questo dinosauro al genere Spinosaurus. Ciò porta a pensare che Spinosaurus mirabilis fosse adattato alla vita acquatica e a una dieta a base di pesce. Questo conferma l’ipotesi di un ambiente di baia e di mare poco profondo. Probabilmente disponeva anche di altri adattamenti alla vita acquatica come le zampe corte e palmate e una coda simile ad una pinna.
Sicuramente la caratteristica più interessante è la presenza di una cresta stretta e appuntita sul cranio la quale è molto diversa da quella di S. aegyptiacus che invece è larga e tondeggiante. È stato nominato spinosauro dalla “cresta a scimitarra” per via di questa particolare cresta che ha sulla testa che poteva svolgere molte funzioni: per difesa, per termoregolazione o come segnale visivo. Queste caratteristiche posso essere riassunte sotto il nome di display.

Il display: ieri e oggi
Il display, in ambito ecologico, è rappresentato da creste, piumaggi, colori e altri elementi visivi i quali permettono all’animale di relazionarsi con i suoi simili o con altri animali di altre specie. I motivi di queste interazioni possono essere il bisogno di accoppiarsi o allontanare un pericolo per se e per il proprio gruppo. Un esempio classico e attuale è il collare del Clamidosaurus, rettile appartenente alla famiglia Agamidae, che oggi vive in Australia e utilizza il suo collare di pelle per intimidire. Ritornando alla cresta ossea di S. mirabilis, non è una novità evolutiva. Infatti, sono note molte specie che hanno una cresta cranica che ricorda la sua forma e funzione, in particolare in uccelli, i quali anche loro sono dinosauri.

L’esempio più evidente è il casuario, grosso uccello non volatore che oggi vive in Australia e Nuova Guinea, caratterizzato dal suo piumaggio nero, la sua testa blu e dalla cresta cranica molto evidente che utilizza per display. Le dimensioni della cresta nel casuario varia tra le specie e tra i sessi.
Il casuario non è l’unico uccello ad avere questi particolari accessori. Altri uccelli che dispongono di creste sono gli appartenenti alla famiglia Bucerotidae. Alcuni bucerotidi hanno un “casco”, una struttura rigida che da supporto al becco e, probabilmente, viene utilizzata anche come cassa di risonanza per i richiami. Altri elementi posso avere la funzione di termoregolazione, modificare la temperatura corporea. Spesso sono strutture estremamente vascolarizzate, ricche di capillari e di piccoli vasi sanguigni, e permettono all’animale di riscaldarsi. Soprattutto in ambito paleontologico, sono molti gli esempi di strutture con una probabile funzione di termoregolazione. Come non menzionare la “vela” di S. aegyptiacus e il frill, il collare osseo, dei ceratopsidi.
Il continente africano rappresenta un territorio ancora relativamente poco approfondito dal punto di vista paleontologico. È un ampissimo territorio che, anche per questioni politiche, è difficile da studiare ma è uno delle culle per lo studio dell’evoluzione mesozoica, paleoumana e attuale.
Marco Tersigni
Fonti:
- “Le specie di Spinosaurus crestato a scimitarra
del Sahara rappresentano i punti culminanti della radiazione graduale degli spinosauridi” – https://www.science.org/doi/10.1126/science.adx5486 - “Locomozione acquatica tramite la coda in un dinosauro teropode” – https://www.nature.com/articles/s41586-020-2190-3
- “Uno studio su caschi, gibbosità frontali e altre stravaganti protuberanze ossee craniche negli uccelli” – https://link.springer.com/article/10.1007/s00435-018-0410-2
- “Molteplici modalità di comunicazione negli animali: “segnali di riserva” e “messaggi multipli”” – https://royalsocietypublishing.org/rstb/article-abstract/351/1337/329/18872/Multiple-displays-in-animal-communication-backup






