Una recente scoperta ha rivelato come una singola mutazione in un tratto di DNA non codificante possa riscrivere la determinazione del sesso

Per decenni il cosiddetto junk DNA, letteralmente “DNA spazzatura”, è stato considerato una sorta di enorme magazzino pieno di sequenze senza una funzione precisa. Era come entrare in una biblioteca e pensare che tutti i libri sugli scaffali, tranne pochi, fossero inutili. Oggi sappiamo che non è così. Molte di queste regioni non producono proteine, ma possono controllare quando e dove i geni entrano in funzione. Una nuova ricerca guidata dagli scienziati del Francis Crick Institute dimostra quanto questo controllo possa essere potente: basta cambiare una sola lettera del DNA per modificare completamente il destino di un embrione.
Per capire la portata della scoperta bisogna immaginare il DNA come un enorme manuale di istruzioni composto da oltre tre miliardi di lettere. La maggior parte delle differenze tra un individuo e l’altro riguarda proprio singole lettere. In questo caso gli studiosi hanno osservato una sostituzione estremamente piccola: la lettera G (guanina) viene sostituita dalla lettera T (timina) in una regione di DNA non codificante. A prima vista potrebbe sembrare una modifica irrilevante, come cambiare una sola lettera in un’enciclopedia di migliaia di pagine. In realtà quella lettera si trova in un punto strategico, un vero e proprio interruttore biologico.
Gli “interruttori” genetici che regolano il DNA
Ogni embrione di mammifero, nelle primissime fasi dello sviluppo, possiede una gonade “indifferenziata”. È una struttura che può evolvere in ovaio oppure in testicolo. Normalmente questa scelta dipende da un delicato equilibrio tra geni che promuovono lo sviluppo maschile e geni che favoriscono quello femminile. È come un bivio: basta un piccolo segnale nella direzione giusta perché tutto il percorso successivo cambi. Il protagonista di questa storia è il gene SOX9, fondamentale per la formazione dei testicoli. Tuttavia, SOX9 non lavora da solo. Per essere attivato ha bisogno di specifiche regioni regolatrici del DNA, chiamate enhancer, che funzionano proprio come un interruttore capace di accendere o spegnere il gene nel momento giusto.
I ricercatori hanno scoperto che una semplice mutazione da G a T in uno di questi enhancer modifica completamente il comportamento dell’interruttore. Invece di rimanere spento negli embrioni con cromosomi XX, come avviene normalmente, esso si accende spontaneamente. Il risultato è sorprendente: il gene SOX9 viene attivato anche senza la presenza del cromosoma Y e l’embrione inizia a costruire testicoli. Nei modelli sperimentali utilizzati dallo studio, questo effetto è stato straordinariamente netto. Tutti gli embrioni XX portatori della mutazione hanno sviluppato testicoli, con una penetranza del 100%. In altre parole, non si è trattato di un evento occasionale o raro: la mutazione ha agito come un interruttore che ha cambiato sistematicamente il programma di sviluppo.

Quando il Junk DNA fa la differenza
È un risultato che sorprende anche perché dimostra quanto possano essere importanti regioni del genoma considerate per anni prive di funzione. Il cosiddetto junk DNA non è affatto un insieme di sequenze inutili. In molti casi contiene migliaia di elementi regolatori che decidono quando un gene deve essere acceso, spento o mantenuto silenzioso. Più che un deposito di materiale inutile, assomiglia a una gigantesca sala di controllo piena di pulsanti e interruttori.
Per comprendere meglio il fenomeno possiamo immaginare una casa domotica. Le pareti, i pavimenti e il tetto rappresentano i geni, mentre il quadro elettrico rappresenta il DNA regolatore. Cambiare una sola lampadina non modifica la casa, ma spostare un interruttore nel quadro elettrico può accendere contemporaneamente un intero piano. Allo stesso modo, la mutazione scoperta dai ricercatori non modifica direttamente il gene SOX9, ma altera il sistema che lo controlla.
La scoperta offre anche una nuova spiegazione per alcune rare differenze dello sviluppo sessuale, condizioni nelle quali il patrimonio cromosomico non corrisponde completamente allo sviluppo delle gonadi. Comprendere questi meccanismi aiuterà a identificare con maggiore precisione le cause genetiche di alcune forme finora poco comprese e potrà migliorare la diagnosi genetica.
Una piccola modifica in grado di cambiare tutto
Ancora più importante è il messaggio che questa ricerca lascia alla biologia moderna. Per molti anni gli scienziati hanno concentrato l’attenzione quasi esclusivamente sui geni che producono proteine. Oggi emerge con sempre maggiore chiarezza che anche il DNA non codificante contiene informazioni essenziali. Non è soltanto il contenuto del libro a contare, ma anche gli indici, i segnalibri e le istruzioni che indicano quali capitoli leggere e in quale momento.
In definitiva, questa ricerca mostra che il destino di un embrione può dipendere da una modifica minuscola, invisibile a occhio nudo, ma capace di cambiare completamente il funzionamento di un fondamentale interruttore genetico. Una singola lettera del DNA, inserita nel punto giusto, è stata sufficiente per riscrivere il programma di sviluppo delle gonadi. È una dimostrazione straordinaria di quanto la complessità della vita non dipenda soltanto dai geni, ma anche da chi decide quando questi geni devono entrare in azione.
Referenze:








