Mondooooooo! Oh Mondo, finalmente t’ho trovato.
Sono qui! Ma fai piano, accidenti. Cos’è tutto ‘sto strillare frenetico? Hai forse perso il lume della ragione?
Scusa, hai ragione, ma ansioso di raccontarti questo meraviglioso weekend del 25 – 26 aprile. Abbiamo partecipato con lo stand di Impronta Animale alla Festa dei folli a Corinaldo. È un iconico borgo famoso per le sue mura fortificate medievali risalenti al XIV e XV secolo, tutt’ora per lo più intatte. Un vero gioiello!
Wow! Perché si chiama festa dei folli? E in cosa consiste? Spiegati meglio, ora sono alquanto curioso.
Beh, Corinaldo non è famoso solo per la bellezza ma anche, e soprattutto, per le folli storie relative ai suoi abitanti. Si pensi, per esempio, al contadino di Corinaldo che a metà della scalinata fece cadere un sacco di farina di mais in un pozzo creando una polenta talmente buona da rimanere due giorni dentro il buco di pietra per finirla tutta. O ancora alla casa di tale Scuretto, a tal punto avvezzo al gioco d’azzardo da sperperare tutti i soldi per la costruzione della sua dimora, finendo così per costruire solo la facciata frontale. Questi e tanti altri racconti pazzeschi sugli abitanti del posto hanno spinto la comunità all’ideazione di questo festival di arti performative che unisce insieme cultura, comunità locale, follia e sostenibilità.
Un tavolo e tre folli contro i contaminati
Ma il vostro stand era incentrato sui folli? Chiedo perché, così, a voi dell’associazione avrebbero dato le chiavi del borgo ad occhi chiusi!
Vero ahah! In realtà abbiamo parlato di sostenibilità! Infatti il nostro stand era intitolato “Plastic Invader: dal mare alla cucina”. Il tavolo dello stand, nella fattispecie, è stato diviso in tre sezioni.
Da una parte la nostra biologa marina, Federica, mediante l’ausilio di scatole di cartone chiuse, con un foro circolare sulla sommità del coperchio, simulava delle sessioni di pesca in mare aperto a cui partecipavano grandi e piccini. Così lei spiegava quali specie si possono pescare, come praticare la pesca in maniera sostenibile e anche come comportarsi in caso di pesca accidentale di specie protette. Nell’altra il giocatore, in seguito alla pesca, doveva testare le sue conoscenze cercando di indovinare la specie specificando anche se vivesse nel mar Adriatico. Le scatole erano inoltre piene di plastica, carta e rifiuti spesso presenti in mare, i quali hanno permesso di sensibilizzare il visitatore sull’inquinamento marino.
Dall’altra parte del tavolo, Agnese, nutrizionista, sensibilizzava il pubblico sul problema dei contaminanti in grado di migrare da alcuni contenitori dove poggiamo gli alimenti agli alimenti stessi. Qua il visitatore doveva scegliere, tra diversi recipienti, quelli che secondo lui rilasciavano o non rilasciavano contaminati. Alcuni erano facilmente individuabili, altri invece, con grande stupore si sono rivelati meno sicuri di quello che poteva sembrare.
Simone, chimico e all’occorrenza tuttofare, occupava la parte centrale del tavolo dove raccontava la storia di uno o più tra sei scienziati selezionati sicuramente per il contributo scientifico ma anche per la follia che li ha contraddistinti in vita.


Accidenti! Proprio un sacco di attività e iniziative! Però credo che sia giusto così, la sensibilizzazione su alcuni temi non è mai troppa. Specialmente per la plastica, con la quale viviamo in perenne contatto tutti i giorni e dalla quale siamo ahimè dipendenti. Conoscerne rischi e pericoli per noi e l’ambiente è importantissimo. Basti pensare che ormai nella forma di micro e nanoplastica la si è trovata praticamente ovunque, anche in posti che l’uomo non ha mai visitato ancora come la fossa delle Marianne.
Oltre la divulgazione
Non ti ho detto tutto caro Mondo. Perché, se il 25 eravamo in tre il 26 aprile invece ci siamo ritrovati solo in due allo stand. Questo perché Federica è rimasta ad Ancona ad aiutare Valentina e Fiorenza nell’organizzazione e svolgimento di un evento collaterale che è REACT!
Non vi siete fermati un secondo! Ma riposarvi almeno per il weekend? Però dimmi di più.
È la seconda edizione della collaborazione tra la nostra associazione e altre realtà del territorio marchigiano, quali Legambiente – Pungitopo, 2hands Ancona, Casa delle Culture, Plastic Free Ancona e il gruppo locale del Movimento Giovani per Save the Children. Da questa unione è scaturito un festival, REACT, dedicato a delle attività che coinvolgono attivamente i cittadini in azioni sostenibili concrete volte a promuovere non solo l’aspetto ambientale ma anche sociale.

Cosa intendi con azioni sostenibili concrete? E nello specifico come ha contribuito Impronta Animale?
Intendo tutta una serie di attività che vanno dal clean-up di rifiuti, laboratori di arte terapia e yoga per curare l’eco-ansia, swap party, ovvero scambio di vestiti e libri usati nonché laboratori di riciclo creativo dei rifiuti e tanto altro. Noi di Impronta Animale, siccome amiamo gli aperitivi scientifici come hai potuto vedere dal precedente articolo di “Ciao Mondo!”, a questo giro abbiamo organizzato un evento simile: un pranzo scientifico con menù sostenibile, completamente vegetariano/vegano seguito dal talk e dibattito con Elisa Scataglini, psicologa clinica sul tema dell’ eco-ansia.
Ultimo ma non meno importante, dopo la fase di clean-up, Federica e Valentina hanno imbandito una piccola attività volta alla sensibilizzazione sul peso dei rifiuti. A turno veniva elargito il nome di un rifiuto e i partecipanti dovevano evidenziare in quale comparto, marino, atmosferico o terrestre, questo producesse impatto maggiore. L’obiettivo era far ragionare sul concetto che l’inquinamento da rifiuti non è legato esclusivamente allo smaltimento non corretto ma anche ad altre attività ad esso correlate come la produzione e il trasporto.
La serata si è conclusa con un concerto della band La Chase su Marte e con il Riciclato Circo Musicale e la degustazione di un buon gelato vegano. Ma che fai? Stai piangendo?
No, scusami…è che sono commosso! Non mi capita spesso di sentire che a qualcuno importi così tanto di me, solitamente vengo considerato solo come risorsa da sfruttare al fine di soddisfare i bisogni dell’essere umano. Ma questo fine settimana è successo qualcosa di diverso. Avete inalato la mia atmosfera e l’avete ributtata fuori parlando di me con parole gentili e buone, avete speso del tempo per far conoscere l’azzurro del mio mare e le sue creature, avete accarezzato, pulito, ballato sul mio suolo e mangiato con me i miei prodotti. Mi avete fatto sentire parte di voi e voi parte di me come uno e indivisibile.




Piano con le parole, altrimenti piango anche io. Però è vero quel che dici. Gli eventi di sensibilizzazione sono importanti e necessitano dell’azione concertata di tutti come è successo per la festa dei folli e per REACT. Speriamo di vederne ancora, di nuovi, o anche gli stessi ma sempre più grandi e partecipati.







